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L. Pescador, 1995

 

 

 

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Una particolare importanza assumono le maschere in miniatura, maa, impropriamente e comunemente chiamate  “passaporto”. Queste mascherine, oltre tra i Toma/Loma, erano diffuse anche tra i Mano, i Gio, i Grebo, i Kpelle, i Bassa e altre popolazioni che osservavano le regole della Poro nei suoi gradi di iniziazione più avanzati. Le maa di regola appartenevano ai notabili e alle persone di rilievo della Poro e venivano donate, solitamente in numero di due e a intervalli di tempo l’una dall’altra, ai giovani iniziati che per retaggio di stirpe o per qualità particolari avrebbero poi giocato un ruolo predominante nella vita sociale del villaggio. Alcuni di loro, arrivati a un determinato livello iniziatico, sarebbero poi stati autorizzati a indossare le maschere da danza corrispondenti a quelle in miniatura in loro possesso.

 

Per tutta la vita, i prescelti avevano il dovere di custodirle gelosamente, porgendo loro periodicamente preghiere e offerte di cibo e di bevande. Ad ogni novilunio, dopo il sacrificio di polli e di altri animali, venivano accuratamente asperse di sangue, di succo di noce di cola masticata o lavate con acqua contenente la corteccia dell’albero gei, asportata dal tronco con una pietra affilata. La mancata osservanza di questi rituali avrebbe portato a conseguenze gravissime in quanto le maa erano cariche di potere magico, protezione importante contro la stregoneria e il malocchio, oltre che intermediarie e agenti catalizzatori  tra la dimensione umana e quella del soprannaturale.

 

                   

 

In caso d’incuria, avrebbero perciò agito in senso contrario, come armi a doppio taglio, contro il proprietario stesso. Alla morte del possessore, la mascherina era posta nella sua tomba oppure consegnata a qualcuno appartenente al suo gruppo clanico che ne potesse prendere cura, solitamente un figlio o un nipote. Un’alta possibilità era quella che la maa  fosse riconsegnata al suo scultore, che nel tempo avrebbe potuto anche raccoglierne parecchi esemplari.

 

In questo caso se ne facilitava la dispersione, poiché successivamente potevano essere cedute a commercianti o a turisti occidentali che le acquistavano come strane curiosità “esotiche”, ignorandone del tutto l’origine, le motivazioni e i profondi significati mistici di cui erano state portatrici.

 

Tutte le maschere, maa, illustrate in questa pagina (salvo eccezioni specificate), sono state raccolte alla fine degli anni 1970 da E. Trombetta e appartengono ora a un collezionista milanese. 

 

                       

 

 

Nota del curatore: Abitualmente,  il sinonimo di “ maschera”, relativo ai riti di danza africani, comprende la maschera di legno (o altro) completa  di costume e di addobbi.

Abbiamo voluto qui distinguere tra “maschera” e ”costume” per ragioni contingenti, in quanto il più delle volte solo la nuda maschera in legno è pervenuta  fino a noi, dato che il gradimento occidentale sembra orientato essenzialmente  verso l’opera plastica, privilegiandone solo i requisiti  formali e “artistici”

 

 

BIBLIOGRAFIA PARZIALE

 

-  Bowald Fred, Lagunensturme, Zurich, 1945;

-  Carini V., Trombetta E., Le maschere in miniatura “maa” della popolazione Loma, Archetipo n.2, CSAA, Milano, 1989;

-  D’Almada Andrea Alvares, Tratado breve dos rios de Guiné do Cabo Verde, Porto, 1841.(Ried);

-  Eberl-Elber Ralph, Westafrikas Letztes Ratsel, Salzburg, 1936;

-  Gaisseau Pierre- Dominique, Foret Sacrée, Magie et Rites des Toma, Paris, 1953;

-  Giorgi Cello, La società segreta del Poro, Bologna, 1977;

-  Greene Graham, Journey Without Maps, London, 1936;

-  Harley George W., Notes on the Poro in Liberia, Cambridge (USA), 1941;

-  Huet M., Fodeba K., Les Hommes de la Danse, Lausanne, 1954;

-  Johnston Harry, Liberia, Vol. I e II, London, 1906;

-  Julien Paul, Lagerfeuer am Aquator, Wiesbaden, 1950;

-  Lamp Frederick John, See the Music Hear the Dance, Munich/ New York, 2004;

-  Picart Bernard, Cérémonies et Coutumes Religieuses des tous les peuples du Monde, Amsterdam, 1733;

-  Spillman Werner, Pisten, Sand und Sonnenglut, Zurich, 1957;

- Tagliaferri Aldo, /Maschere in miniatura dell'Africa Occidentale/, Milano, 1997;

-  Van Damme Annemieke, De Maskersculptuur Binnen Het Poro-Genootschap van de Loma, Gent, 1987.

 

 
Il Quaderno di Artes Africanae: 

 

 

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