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I TOMA/LOMA E LE LORO
MASCHERE
a
cura di Vittorio Carini

La medesima popolazione di agricoltori e
cacciatori di ceppo Mande, una volta chiamata Buzi e oggi divisa
politicamente in tre diversi Stati, abita con il nome Toma la parte
forestale della Guinea orientale (Area di Macenta) e con il nome Loma
la Liberia nord- occidentale (Lofa County) e la Sierra Leone sud- orientale.
I Toma/ Loma, stimati all’incirca in 150.000
individui, hanno adottato da tempi remoti, come molte altre popolazioni del
Golfo di Guinea, l’associazione sacra maschile Poro che riveste
un’importanza determinante in tutti gli aspetti sociali, politici e
religiosi della loro vita quotidiana.
è da sottolineare il fatto che
proprio nella zona abitata dai Toma/Loma sembra abbia avuto origini la
Poro nella sua forma più tradizionale, diffondendosi poi tra i Gbandi, i
Kpelle, i Mano, i Senufo e molte altre genti. A questo riguardo è
interessante rilevare che Andrea Alvares de Almada già descriveva nel suo “Tratado
breve dos rios de Guiné do Cabo Verde”, in un’epoca anteriore al 1594,
lo svolgimento del rito finale di una sessione della Poro.
Il cuore della Poro è il Bosco Sacro,
nelle vicinanze di ogni villaggio, ma celato ad occhi indiscreti. Oltre agli iniziati e ai sacerdoti, a nessuno
è permesso entrarvi né rivelare i segreti che custodisce. I “rabatteurs- charlies” di arte
africana mancanti di scrupoli che vi penetravano, approfittando della
stagione del raccolto che impegnava tutti gli uomini validi del villaggio,
dopo il furto di maschere e oggetti sacri venivano inseguiti con
accanimento. Segnalati dai tamburi lungo il loro passaggio in fuga
attraverso i sentieri della foresta, una volta catturati, venivano trucidati
senza alcuna pietà.

Le maschere lignee di danza dei Toma/ Loma,
strettamente legate alla Poro, che rivelano uno dei tratti più
essenziali nella rigorosa geometria formale dei loro volumi, svolgono
contemporaneamente un ruolo religioso e una funzione di controllo sociale.
Ne segnaliamo qui alcune tra le più rilevanti.
La maschera lignea, angbai o
nyangbai, rappresenta una delle diverse incarnazioni dell’Essere
Supremo, Afwi. Nella grande superficie orizzontale della faccia,
senza alcun segno di bocca, si staglia la protuberanza del naso sormontato
da una potente fronte aggettante da cui si ergono tre protuberanze a forma
di corna. A volte, strisce di metallo ribattute da borchie si incrociano e
ne ornano i piani. Il suo imponente costume è costituito da pelli di felino
e di scimmia. La angbai accompagna abitualmente i giovani nel Bosco
Sacro ed esclusivo della società Poro e in seguito, terminati i riti
di iniziazione, li riporta al villaggio.


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